Altomonte è un Collegio Sacerdotale che, dal 2012, accoglie alcuni studenti della Pontificia Università della Santa Croce; la direzione della struttura è affidata ai sacerdoti della Prelatura dell’Opus Dei.

Il desiderio che anima la vita del Collegio è sostenere il cammino formativo dei sacerdoti residenti, perché sia permanente ed integrale: attraverso uno stile familiare s’intende favorire lo studio, la crescita nella vita spirituale e la maturazione della propria identità presbiterale.

Ci sono quattro pilastri nella formazione sacerdotale: questo l’ho detto tante volte, forse voi lo avete sentito. Quattro pilastri: la formazione spirituale, la formazione accademica, la formazione comunitaria e la formazione apostolica. E’ vero che qui, a Roma, si sottolinea – perché per questo siete stati inviati – la formazione intellettuale; ma gli altri tre pilastri si devono coltivare, e tutti e quattro interagiscono tra di loro, e io non capirei un prete che venga a fare una laurea qui, a Roma, e che non abbia una vita comunitaria, questo non va” (dal discorso di Papa Francesco ai rettori e agli alunni dei Pontifici Collegi e Convitti di Roma, 12 Maggio 2014).

In questi anni il Collegio ha accolto ed accompagnato più di
100 sacerdoti,
da 60 diocesi
di 35 paesi diversi.

La vita in Altomonte è così stata per tanti una preziosa occasione per conoscere la ricchezza custodita nelle varie culture e nelle diverse tradizioni; un invito a far circolare la fecondità di questa linfa nelle vene delle Chiese sparse in tutto il mondo; un appello a riconoscersi parte dell’unica Chiesa di Cristo che ha nel Papa un segno visibile di unità; una forma concreta per camminare insieme da fratelli, figli amati dallo stesso Padre.

Cosa sono venuto a fare? Studiare. Studia sul serio! E profittare delle tante opportunità che ci da questo soggiorno. La novità della universalità: conoscere gente di tanti posti diversi, di tanti Paesi diversi, di tante culture diverse; l’opportunità del dialogo tra voi: “Ma, com’è nella tua patria questo? E com’è quello? E la mia è…”; questo scambio fa tanto bene, tanto bene.

(Francesco, 12 Maggio 2014)